Barbie precaria e lo Sguardo delle donne

Questo è il racconto di quattro donne, le cui vite più o meno precarie si intersecano in quindici minuti di filmato, scritto e diretto da Costanza Quatriglio per Indigo Film e per la Provincia di Roma.

Ho avuto il piacere di assistere in anteprima alla proiezione di questo video documentario “Io qui. Lo sguardo delle donne” e di parlare a lungo con la regista. Dalla nostra chiacchierata è nata questo articolo che pubblico in esclusiva per Il Fatto Quotidiano.

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Le parole che non ho scritto

A sei mesi dalla nascita di questo blog traggo il primo bilancio. E a conti fatti mi rendo conto (scusate l’impiccio dei conti!) che sono molte le parole che non ho scritto. Ad esempio non vi ho mai raccontato di Mattia. Minuziosamente, intendo. Con quella capacità certosina di tirare fuori dal cilindro aneddoti e dettagli come solo un genitore sa fare. Ogni giorno un’avventura rocambolesca. Troppe conquiste per dirle tutte, troppo smisurate per limitarle a qualche post. Continua a leggere

The Women

12 donne, 12 attrici, tutte e 12 sullo stesso palcoscenico. Aiuto.

Non potevo non parlarvi di The women e non solo perché una di queste 12donnesulpalcoaiuto è Betta Cianchini, socia del mio cuor, ma perché mi piace il colore rosso. Ecco, no. Non ditelo quello a cui state pensando, quello che direbbe anche il Grande Capo Esticazzi . E’ solo che il rosso, in questo spettacolo teatrale, ha il suo perché. E’ un rosso giungla, che dalle unghie dipinte di una donna, arriva a tingere l’universo di tutte e 12, coprendo di sfumature accese il bianco e il nero degli anni ’30, per arrivare fino ai nostri giorni.

The Women non l’ho ancora visto. E quindi non posso recensirlo (geniale eh?). Debutterà il 24 aprile prossimo, al Teatro dell’Angelo di Roma, e solo allora potrà gustarmelo e parlarvene. Però già mi stuzzica. Mi piace la copertina, mi piace il palco al femminile, mi piacciono gli anni trenta del XI secolo, mi piacciono le perle al polso di una mano nervosa, mi piacciono le scene, i costumi e i cappelli sopra le pieghe stirate. Mi piace che sia di Clare Boothe Luce, direttrice di Life, Vogue e Vanity Fair e Ambasciatrice statunitense in Italia dal 1953 al 1956.   Continua a leggere

Mamme preoccupate

Nei giorni scorsi ho ricevuto questa lettera da parte di un gruppo di future mamme. “Mamme preoccupate”, si definiscono loro, per un motivo preciso. Un buon motivo. Partoriranno tutte a breve e mi hanno chiesto di dare voce ai loro timori in questa lettera che pubblico qui sotto. Si tratta, probabilmente, di una dimensione localistica, un piccolo caso rispetto al marasma in cui sguazza la sanità laziale. Ma è un piccolo caso importante, perchè ogni voce merita di essere ascoltata. Continua a leggere

Idee al bar

Prendete tre donne, sedute al tavolino di un bar, immerse in quella luce tiepida primaverile che solo Roma d’aprile riesce a regalarti. Guardatele bene. Cosa vedete?

Tre occhiali da sole, grandi

Tre borse, grandi

Tre neuroni, belli grandi però*!

Eravamo tutte e tre sedute a un bar qualche gionro fa. Tre mamme, tre donne, tre professioniste. Eravamo lì per dirci che non sempre tutto è come sembra, che non esiste o il bene o il male, che la linea sottile tra quel che è e quel che sembra puoi tracciarla te, e fai sempre in tempo a sportala di qualche metro. Eravamo lì per raccontarci ciò che eravamo, da neo mamme, e ciò che siamo diventate, da mamme. Eravano insieme perchè diverse, per mettere in connessione quei neuroni che hanno fatto scintille. E meno male che erano solo tre. Eravamo al sole per raccontarci che a volte è difficile, altre è complicato, ma c’è vita su questo pianeta. E per ricordarci di quante idee sono nate dal tavolino di un bar. Continua a leggere

In palestra vacci tu

Chibi Palestra by Asukki Chan

Mi ha scritto Ambra. La sua storia mi assomiglia, e ho deciso di pubblicarla. E’ stata una scelta meditata, sofferta, masticata e digerita. Poi ho capito che anche io, per aiutare altre mamme nella stessa condizione, avrei dovuto fare coming out. E allora ho deciso di dirlo, una volta per tutte: quando mi si dice che “ecco, dovresti andare un po’ in palestra, perché sai… il moto fa bene…” l’unico moto a cui penso è quello della macchina con cui vorrei investirlo. Andrew Howe dei miei stivali, se hai tanto tempo, invece di stare qui a menarmela, in palestra vacci tu.

Ecco a voi la lettera di Ambra. Continua a leggere

Affabulazione precaria, Punto D e le Donne

Ho conosciuto Affabulazione e gli affabulanti molto tempo fa. Quel giorno del primo appuntamento, nella saletta dove mio figlio, anni dopo, avrebbe imparato a emettere le sue prime note musicali, si parlava di cose grosse. C’era la casa della Cultura da far decollare e il Teatro del Lido da liberare. C’erano i nostri desideri da difendere e le nostre sconfitte da digerire. Ma soprattutto c’era un mondo solido di amicizie e di idee pazzesche, tenute saldamente insieme da un’agenda fitta di appuntamenti, corsi, eventi, pensieri. Affabulazione è sempre stata così, un microcosmo di piccole concretezze, dove la frustrazione per non riuscire a realizzare le proprie ambizioni, lascia il posto a un’esperienza in grado tracciare la linea netta tra il pensiero e l’azione, tra la teoria e la pratica, tra il dire e il fare, tra le imposizioni e la partecipazione. Continua a leggere