Questo è il racconto di quattro donne, le cui vite più o meno precarie si intersecano in quindici minuti di filmato, scritto e diretto da Costanza Quatriglio per Indigo Film e per la Provincia di Roma.
Ho avuto il piacere di assistere in anteprima alla proiezione di questo video documentario “Io qui. Lo sguardo delle donne” e di parlare a lungo con la regista. Dalla nostra chiacchierata è nata questo articolo che pubblico in esclusiva per Il Fatto Quotidiano.
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A sei mesi dalla nascita di questo blog traggo il primo bilancio. E a conti fatti mi rendo conto (scusate l’impiccio dei conti!) che sono molte le parole che non ho scritto. Ad esempio non vi ho mai raccontato di Mattia. Minuziosamente, intendo. Con quella capacità certosina di tirare fuori dal cilindro aneddoti e dettagli come solo un genitore sa fare. Ogni giorno un’avventura rocambolesca. Troppe conquiste per dirle tutte, troppo smisurate per limitarle a qualche post.
La ferita è ancora aperta. La sconfitta brucia dentro e non posso farci niente. Guardo lì, dove la speranza ha lasciato il posto alla rassegnazione, lì dove tutto si è consumato.Sono perplessa, resta attonita e scuoto la testa. E mi domando perché, perché sia dovuto succedere proprio a me. 
Nei giorni scorsi ho ricevuto questa lettera da parte di un gruppo di future mamme. “Mamme preoccupate”, si definiscono loro, per un motivo preciso. Un buon motivo. Partoriranno tutte a breve e mi hanno chiesto di dare voce ai loro timori in questa lettera che pubblico qui sotto. Si tratta, probabilmente, di una dimensione localistica, un piccolo caso rispetto al marasma in cui sguazza la sanità laziale. Ma è un piccolo caso importante, perchè ogni voce merita di essere ascoltata. 

Ci siamo incontrare on line e abbiamo capito presto che in comune non avevamo solo il nome. Loro sono tre blogger, tre donne, tre amiche precarie, autrici di http://amicheprecarie.wordpress.com/. Ci raccontiamo in questa doppia intervista, che ognuna pubblica sul proprio blog. Buona lettura.
Ho conosciuto